Del 16 Maggio 2022

cosa vedere a scicli
Guida alla città di Montalbano, tra cose da vedere e da non perdere

Scicli (Scìchili in siciliano) è una monumentale città barocca dalle forme di un magnifico presepe vivente. Il centro storico di questo vero e proprio gioiello, non distante da Ragusa e Modica, è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO (2002).
Il territorio comunale di Scicli alterna paesaggi molto vari: si passa dalla costa – bassa e sabbiosa o rocciosa e calcarea – coperta dalla macchia mediterranea ai pendii dell’entroterra colmi di ulivi, carrubi e mandorli, fino ad arrivare ai rilievi calcarei della parte interna nella quale sorge il capoluogo.
Il territorio è solcato da corsi d'acqua dal carattere torrentizio o stagionale, fatta eccezione per l'Irminio. Nei millenni ognuno di questi ha scavato profonde gole che oggi caratterizzano il paesaggio: la città moderna sorge nel punto in cui le tre strette valli – dette cave – di Santa Maria La Nova, San Bartolomeo e Modica si estendono in una grande pianura che raggiungere il mare a sud di Modica e Ragusa. Scicli è senz’altro una delle mete più interessanti del sud est siciliano: non indugiamo oltre e andiamo alla scoperta di questo luogo da fiaba. Ecco qui di seguito tutto quello da vedere a Scicli, il paese di Montalbano.

Scicli: cosa vedere nel paese?

Elio Vittorini, scrittore, traduttore, critico letterario e curatore editoriale siciliano, nel suo romanzo incompiuto “Le città del mondo” descrive questa meravigliosa località con le seguenti parole: «La città di Scicli sorge all'incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini...». Il centro di Scicli, intimo e raccolto, presenta delle vere e proprie perle da visitare: lungo le vie del centro storico si susseguono chiese e sontuosi palazzi e la pietra chiara con la quale sono costruiti gli edifici crea affascinanti giochi di luce con i riflessi del sole, con tanti luoghi da vedere nel paesino di Scicli.
Passeggiando tra le strade della città barocca ci si renderà presto conto di trovarsi a Vigata, la località immaginaria creata dallo scrittore Andrea Camilleri in cui sono ambientate le avventure del commissario Montalbano. A Scicli, infatti, è stata girata la famosa e amata serie italiana tratta dai romanzi di Camilleri. Man mano che si andrà alla scoperta dei panoramici saliscendi di questo splendido comune, si potrà scorgere in lontananza la distesa brillante e luminosa del mare e delle viste meravigliose che incorniciano scenograficamente e armonicamente questa località fiabesca. I colli che circondano questo luogo da sogno sono imperdibili: si aprono su panorami davvero mozzafiato e permettono di ammirare la chiesa di San Matteo e il convento della Croce. Basta, infatti, allontanarsi di poco dal centro per scorgere le tracce di un interessantissimo passato millenario. Scopriamo allora insieme cosa vedere a Scicli, soffermandoci sulle sue località più belle e imperdibili.     

Palazzo Spadaro a Scicli e la farmacia Cartia

Una cosa da vedere a Scicli è l’imperdibile Palazzo Spadaro, appartenuto alla famiglia Spadaro, di origine modicana e trasferitasi a Scicli nel XVII secolo. Si tratta di una meraviglia architettonica costruita a più riprese durante il 1700: lungo la facciata corrono otto balconi con inferriate panciute in ferro battuto – così costruiti per rendere più comodo l’affaccio alle dame con i loro sontuosi vestiti d’epoca - con importanti decorazioni geometriche e floreali. Sotto ogni balcone si ergono altrettanti portoni, di cui due - in particolare - con decorazioni molto eleganti. Al palazzo si accede dal portone antistante la chiesa di San Michele, sul quale si può ammirare il simbolo della famiglia Spadaro - un leone rampante - il quale conduce direttamente alla sala principale, altrettanto ricca di decorazioni. L'ingresso principale presenta un'elegante scala a due rampe, detta "a tenaglia", ed è piena di decorazioni policrome sulle pareti e sul soffitto. Sulla rampa destra è collocato un dipinto su tela realizzato tra il 1926 e il 1930 da Raffaele Scalia raffigurante una donna e tre bambini con la mano tesa per chiedere l'elemosina.
Questo dipinto, “Povertà”, è collocato su quello che era l’ingresso della servitù. Dello stesso artista è la tela “Ricchezza”, collocata dall'altro lato della scala – quello utilizzato dalla famiglia Spadaro - in cui sono raffigurate una madre con due ragazze nel pieno della tranquillità familiare. Tutto l’interno del Palazzo presenta numerose decorazioni, con richiami allegorici e mitologici: meravigliosa è la camera da letto, con l’originale pavimentazione in maiolica, l’alcova e una piccola porticina che permetteva l’uscita dal palazzo senza essere notati.
Al pian terreno aveva sede una delle storiche farmacie della città, l’Antica Farmacia Cartia, aperta da Guglielmo Cartia nel 1902, dal 2014 un museo gestito dall’Associazione Culturale “Tanit Scicli”. All’interno sono ancora custoditi mobili originali del Novecento, strumenti di laboratorio, alambicchi, mortai, medicamenti, veleni, provette, medicine, nonché vasi originali di fine Ottocento.

La chiesa di San Michele Arcangelo e le strutture ecclesiastiche

scicli cosa vedere
Se siete alla ricerca di cose da vedere a Scicli, vi interesserà sapere che la località è piena di meravigliose chiese. Partiamo da quella antistante il Palazzo Spadaro, ovvero la Chiesa di San Michele Arcangelo: ricostruita dopo il terremoto del 1693, è in stile tardo barocco. C’è poi la chiesa di San Matteo, simbolo di Scicli e chiesa Madre fino al 1874, posta sul colle di San Matteo nella città vecchia. È l'edificio ecclesiastico più antico della Città: alcuni la fanno risalire all'epoca paleocristiana, altri alla dominazione normanna, ma di certo esisteva già durante il Medioevo. Dal 1874 in poi, la Chiesa Madre della città è diventata la Chiesa di San Guglielmo (ex Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola).  All’interno della chiesa si trova la statua “La Madonna delle Milizie” che raffigura la Vergine come una guerriera a cavallo che brandisce la spada e calpesta due soldati turchi. Verso la fine di maggio di ogni anno l’opera viene portata in processione per celebrare il miracolo che salvò la città nel 1091, durante la battaglia tra i normanni e i turchi. Ci sono poi la chiesa di San Giovanni Evangelista, quella di Santa Lucia (sempre sul colle San Matteo) e quella di San Giuseppe - nel quartiere omonimo – che crollò in parte con il terremoto del 1693 e fu ricostruita nello stile barocco dell’epoca.
La Chiesa di San Giuseppe presenta due statue di grande valore: la lignea settecentesca di San Giuseppe dello scultore napoletano Pietro Padula e quella marmorea del 1497 di Sant’Agrippina, attribuita a Gabriele di Battista. Una delle chiese con l’interno tardobarocco più ricco dell’intera provincia per le tele, le sculture, gli stucchi e le pavimentazioni è la chiesa di Santa Teresa d'Avila. Ci sono poi la chiesa di San Bartolomeo Apostolo dall’interno tardo barocco-rococò, la Chiesa di Maria Santissima della consolazione e quella di Santa Maria La Nova. Quest’ultima ha origini antichissime, probabilmente bizantine, ed ha una storia travagliata.
L’intero complesso è denso di sculture, reliquie e pitture di pregio e annesso all’edificio ecclesiale vi è il giardino di San Guglielmo con l’omonima Chiesetta e il tronco del cipresso che fu piantato, secondo la tradizione, dal santo stesso. All’interno di Santa Maria la Nova si trova la statua in legno del Gesù Risorto (XVIII-XIX secolo) - opera dello scultore catanese Francesco Pastore, chiamato dagli sciclitani l’Uomo Vivo - che anima la suggestiva processione del Gioia, evento culminante della Settimana Santa sciclitana. La Cappella Madonna della Grazie, invece, è un’Antica Edicola votiva a pochi passi dalla Chiesa della Croce e edificata per contenere il quadro miracoloso della Vergine “Madre della Città di Scicli” sino al 1615 (ora nella Chiesa del Carmine).
Ci sono poi il Convento dei Cappuccini, tra le pendici della collina della Croce e l’altura della Batista e il Complesso della Croce, dalle origini tardo-medievali. Abbiamo poi il Convento di Sant’Antonio, quello del Rosario – sull’omonimo colle - e il Complesso del Carmine che, fra tutte le strutture ecclesiastiche della città, ha la più elevata omogeneità stilistica fra le componenti architettoniche, scultoree e pittoriche. Ci sono molti altri edifici religiosi che costellano il territorio di Scicli e ognuno di questi è un vero e proprio tesoro: si tratta di opere d’arte dal valore inestimabile che conquisteranno anche il visitatore più esigente e preparato.

Piazza Busacca e dintorni

Se volete sapere cosa vedere a Scicli, ma non volete rinunciare a una bella passeggiata, potrete optare per un percorso che – passando per Piazza Busacca e Piazza Italia – vi porterà a scoprire non solo le strutture ecclesiastiche citate precedentemente, ma anche le numerose e infinite meraviglie che costellano l’intero territorio di Scicli.
Piazza Busacca è la piazza principale di Scicli e deve il suo nome alla statua eretta in onore di Pietro di Lorenzo, detto Busacca (1500-1569), un banchiere originario di Scicli che contribuì con la sua ricchezza allo sviluppo della città fino alla prima metà del XX secolo. Sulla piazza si erge la già citata chiesa della Madonna del Carmine (1751) e, proseguendo, si giunge alla chiesa di Maria Santissima della Consolazione e all’antica chiesa di Santa Maria La Nova. Dirigendosi verso Piazza Italia, la più grande di Scicli, si può trovare la già citata Chiesa Madre di Sant’Ignazio. La Piazza è circondata da magnifici palazzi settecenteschi e ha una caratteristica forma allungata: segue infatti l’andamento del torrente di San Bartolomeo che è stato coperto per ricavare l’attuale piazza che termina all’altezza del Cineteatro Italia. Bellissima è anche Villa Penna, a una decina di minuti a piedi di Piazza Busacca e da Piazza Italia: si tratta del giardino privato dei Baroni Penna. A Ovest della Villa, su uno dei terrazzamenti più alti, c'è il convento dei Cappuccini.

Il palazzo beneventano e gli edifici che costellano il territorio

Avete ancora dubbi su cosa vedere a Scicli? Dedicate un po’ di tempo a visitare i magnifici palazzi che costellano le vie del centro storico, come l'incantevole Palazzo Beneventano, uno dei monumenti barocchi più significativi e originali della provincia. Incantevole e drammatico, con i suoi balconi scenografici e panciuti, si trova tra Piazza Busacca e Piazza Italia. Superando quest’ultima c’è poi Palazzo Fava, con il magnifico balcone che affaccia su Via San Bartolomeo, impreziosito da grifi e cavalli alati con code pesciformi sostenute da teste barbute. Se si risale verso Piazza Busacca, il primo edificio che si incontra percorrendo via Francesco Mormina Penna è il Palazzo Comunale e, dirigendosi verso sinistra, ci si imbatte nel Palazzo Veneziano-Sgarlata, che apre la serie dei palazzi patrizi che si affacciano lungo via Francesco Mormina Penna. Continuando la passeggiata si possono ammirare Palazzo Bonelli, Palazzo Conti e Palazzo Papaleo (quest’ultimo è l'unione di due edifici del XIX secolo).  

Il litorale di Scicli

Scicli Montalbano
Un’altra cosa da vedere a Scicli è la costa: il territorio di Scicli, infatti, ha il litorale più esteso fra tutti i comuni della provincia di Ragusa, con una grande varietà di spiagge di sabbia e coste rocciose. Ci sono spiagge, calette, falesie e antichi borghi marinari come Donnalucata, Sampieri e Cava d’Aliga. Il mare limpido, azzurro e brillante è circondato da spiagge per tutti i gusti: sono tutte caratterizzate da fondali bassi, dunque adatti anche a famiglie con bambini. Per rilassarsi in una zona poco affollata, ma comunque servita, c’è la già citata Donnalucata; per chi è invece alla ricerca della natura selvaggia ci sono la spiaggetta di Costa di Carro e Playa Grande, dov’è possibile praticare snorkeling e immersioni. Cava d’Aliga e Sampieri sono, invece, le spiagge che offrono più servizi (tra cui affitto di pedalò e piccole imbarcazioni) e sport in spiaggia: sono infatti le preferite dai giovani. Sono vivaci e piene di attività da fare, anche la sera. Se volete scoprire al meglio le spiagge e il mare nei pressi di Scicli, vi lasciamo un nostro approfondimento su questo articolo dedicato alle spiagge di Scicli.

Scicli e Montalbano: i luoghi del commissario

Come già anticipato, Scicli equivale a Vigata, il comune immaginario nel quale si svolge il commissario Montalbano. Camminando tra le strade del luogo, infatti, riconoscerete sicuramente molte strade e edifici della serie: via Francesco Mormina Penna è la via principale di Scicli ed è presente in molti episodi, soprattutto quando Salvo Montalbano entra o esce dal commissariato di polizia.
Vengono mostrate spesso anche la chiesa di San Michele, la chiesa di Santa Teresa e l’Antica farmacia Cartia. Seguendo il commissario nei suoi movimenti, vengono mostrati Palazzo Spadaro e la chiesa di San Giovanni. Anche il Palazzo Comunale è un luogo simbolo della serie tv, infatti ospita il commissariato di Vigata in cui lavora Montalbano. Salendo al primo piano si raggiunge Montelusa, dove c’è l’ufficio del questore. Le bellezze di Cava San Bartolomeo compaiono tutte le volte che il Commissario va a trovare il questore.
Palazzo Iacono viene utilizzato per gli esterni della questura e sono spesso mostrati la chiesa di San Bartolomeo e il Palazzo Fava. Sono presenti anche il Convento della Croce, il colle di San Matteo e via Peralta, una piccola stradina vicina all’imbocco della Cava di San Bartolomeo. Piazza Busacca con i suoi edifici e monumenti appare in tutti gli episodi della serie già a partire dalla sigla. Le riprese aeree nella sigla della serie seguono il percorso della cava mostrando la chiesa della Consolazione, la chiesa del Rosario, quella di Santa Maria La nova e le viuzze e case che caratterizzano il quartiere.
Ritroviamo anche il convento del Rosario, la chiesa di San Matteo, la chiesa di Santa Maria La Nova, il convento della Croce e la Cava di San Bartolomeo. Ci sono anche l’Ospedale Busacca e il cimitero monumentale di Scicli, che può essere identificato con il cimitero di Vigata. L’ex caserma dei carabinieri di Scicli, in piazza Armando Diaz, diventa nella serie la questura di Montelusa. Anche Villa Trippatore, sulla via che conduce verso Sampieri, poco fuori Scicli, è stata utilizzata come set cinematografico. Perfino il litorale, con Donnalucata, ritorna spesso nella serie e una delle case del lungomare diventa nella serie il ristorante Il Cafaro di Montereale. Anche a Sampieri, graziosa frazione di Scicli, sono state girate tante scene.
La lunga spiaggia di Sampieri, che si estende fino a Punta Pisciotto, dove c’è la Fornace Penna, è uno dei panorami più belli del sudest siciliano. La Fornace Penna è quella che, insieme al Commissariato, ritorna più spesso perché nell’immaginario della serie è La Mànnara, una malfamata località dove si intrecciano traffici illegali, prostituzione e misteriose sparizioni. Innumerevoli sono le vedute, gli scorci e le stradine di Scicli che sono state scelte per ricostruire la Vigata di Montalbano: per questo vengono organizzati dei tour appositi per visitare tutti i luoghi del commissario Montalbano. Se siete fan della serie e vi state chiedendo cosa vedere a Scicli, questo tour organizzato è l’occasione perfetta per voi.

Turismo a Scicli: dove soggiornare?

Scicli, oltre a essere una meta turistica per i luoghi del set dedicati al commissario Montalbano, è anche un luogo di turismo estivo, dedicato al mare grazie al suo litorale, oltre che hai piccoli borghi in cui ammirare la tradizione siciliana.
Ecco a voi alcune nostre proposte per soggiornare nei pressi della costa, vicino a Scicli, per godere del mare pur restando nei pressi di questa incantevole località, che si può decidere di visitare in una delle giornate di vacanza, per una gita giornaliera: Oltre a queste strutture, è possibile individuarne altre, tra le tante proposte di Alltours per hotel e villaggi turistici in Sicilia. Basta solo individuare quella migliore per le vostre esigenze.